Pastorale Sociale e del Lavoro
"Occorre lavorare perché sia garantito a tutti un lavoro sicuro, dignitoso e stabile"
(Benedetto XVI)

Dettaglio

13 marzo 2018  - Ore 9:00  - Cuneo

 Parole fra Continenti 2018 

 

Nell’attività di Parole Tra Continenti 2018, che sarà realizzata nella settimana tra il 12 e il 17 marzo, tratteremo il tema dell’indifferenza. Prendiamo come punti di riferimento la lettera di pastorale del nostro vescovo sull’ USCIRE e  il messaggio di Papa Francesco del 1 gennaio 2018: Rifugiati e Migranti: uomini e donne in cerca di pace. Questo messaggio, su indicazione della Chiesa, dovrebbe guidare le riflessioni dell’anno intero.

Quindi il titolo è USCIRE dall’ INDIFFERENZA, con l’intento di aiutare le persone ad andare senza paura incontro all’Altro e ad affrontare così la questione dell’immigrazione con uno spirito di misericordia

con spirito di misericordia, abbracciamo tutti coloro che fuggono dalla guerra e dalla fame o che sono costretti a lasciare le loro terre a causa di discriminazioni, persecuzioni, povertà e degrado ambientale”,

e con uno sguardo contemplativo

“la sapienza della fede nutre questo sguardo contemplativo, capace di accorgersi che tutti facciamo «parte di una sola famiglia, migranti e popolazioni locali che li accolgono, e tutti hanno lo stesso diritto ad usufruire dei beni della terra, la cui destinazione è universale, come insegna la dottrina sociale della Chiesa. Qui trovano fondamento la solidarietà e la condivisione»”.

Ecco le proposte:

a) Desideriamo riflettere con i responsabili delle nostre comunità  su come rispondere alle sfide poste dalle migrazioni, cercando di capirne le cause, alla luce delle parole di Papa Francesco: “Ogni forestiero che bussa alla nostra porta è un’occasione di incontro con Gesù Cristo, il quale si identifica con lo straniero accolto o rifiutato di ogni epoca (cfr Mt 25,35.43). Il Signore affida all’amore materno della Chiesa ogni essere umano costretto a lasciare la propria patria alla ricerca di un futuro migliore. Tale sollecitudine deve esprimersi concretamente in ogni tappa dell’esperienza migratoria: dalla partenza al viaggio, dall’arrivo al ritorno. E’ una grande responsabilità che la Chiesa intende condividere con tutti i credenti e gli uomini e le donne di buona volontà, i quali sono chiamati a rispondere alle numerose sfide poste dalle migrazioni contemporanee con generosità, alacrità, saggezza e lungimiranza, ciascuno secondo le proprie possibilità”. Messaggio giornata mondiale del migrante e rifugiato 2018

Ci aiuterà il missionario Adriano Sella, autore di molte pubblicazioni e ultimamente del libro DIPENDE DA NOI. Idee e azioni di solidarietà intelligente Ed. San Paolo 2017. Adriano Sella si presenta come missionario laico del creato e dei nuovi stili di vita ed è coordinatore della Rete Interdiocesana Nuovi Stili di Vita a cui aderiscono finora 83 diocesi (tra cui la nostra). Invitato da Diocesi e associazioni, viaggia per l’Italia incontrando gruppi, ragazzi, giovani e adulti su queste tematiche. Nel suo ultimo libro parte dal presupposto che se vogliamo “aiutarli a casa loro”, dobbiamo cambiare stile di vita e portare avanti azioni ben concrete.

b) Da quest'anno, in coerenza con il filo conduttore della manifestazione, l'indifferenza, Parole fra Continenti vuole cercare di dare voce in qualche modo ai detenuti ristretti nel carcere di Cuneo, sostenendo e facendo conoscere i laboratori di espressione musicale, e in prospettiva di Teatro Sociale, portati avanti da un volontariato penitenziario attivo e competente, da anni impegnato all'interno della Casa Circondariale. Occorre rompere il silenzio su un mondo nascosto, verso il quale abbiamo spesso uno sguardo di indifferenza.

c)  Sempre per tutta la cittadinanza l’artista senegalese Mohamed BA ci presenterà uno spettacolo teatrale dal titolo “INVISIBILI”. Così si presenta sul sito Mohamed Ba: “Sono nato in Senegal, piccolo grande paese dell'Africa Occidentale. Vivo e lavoro in Italia da oramai sedici anni, posso quindi affermare di essermi gradevolmente italianizzato. Tuttavia, mi muovo anche con la consapevolezza che il tronco d'albero in acqua ci sta secoli e non per questo diventa un coccodrillo. Mi sento portatore di valori, di culture e tradizioni che non necessariamente somigliano ai valori e le tradizioni italiani e cerco di costruire un ponte che colleghi il meglio di quello che determina il mio essere  africano prima, senegaliano poi, con il meglio che il territorio che mi ospita mi offre”. Nel suo lavoro Mohamed Ba ripercorre il cammino di due cittadini africani che s’incontrano su una spiaggia e cercano a tutti i costi di sopravvivere agli incubi della povertà sognando una vita migliore dall’altra parte della barriera. Guidati da un narratore, saremo inoltrati nelle memorie di un popolo passato dalla schiavitù alla schiavitù degli aiuti. Mohamed BA è contemporaneamente il custode della tradizione africana e il rinnovatore che canta le contraddizioni storiche, sociali e politiche del continente nero.

d) “Un fosco pessimismo potrebbe spingerci a ritenere che le “prospettive per un mondo libero dalle armi nucleari e per un disarmo integrale”, appaiano sempre più remote. È un dato di fatto che la spirale della corsa agli armamenti non conosce sosta e che i costi di ammodernamento e sviluppo delle armi, non solo nucleari, rappresentano una considerevole voce di spesa per le nazioni, al punto da dover mettere in secondo piano le priorità reali dell’umanità sofferente: la lotta contro la povertà, la promozione della pace, la realizzazione di progetti educativi, ecologici e sanitari e lo sviluppo dei diritti umani. Eppure, un sano realismo non cessa di accendere sul nostro mondo disordinato le luci della speranza. Recentemente, ad esempio, attraverso una storica votazione in sede ONU, la maggior parte dei Membri della Comunità Internazionale ha stabilito che le armi nucleari non sono solamente immorali ma devono anche considerarsi un illegittimo strumento di guerra”.

Bastano queste parole per capire l’importanza del tema della serata, con l’ascolto di esperienze concrete che possono essere appoggiate e portate avanti anche sul nostro territorio, sentendoci responsabili di un mondo più umano e giusto. Saranno con noi Cinzia Guaita, portavoce del “Comitato riconversione RWM che tanto lotta per un lavoro buono e degno nella sua terra sarda in solidarietà coi poveri del mondo; Paolo Candelari, coordinatore del Comitato campagna x il bando delle armi nucleari di Torino  e Claudia Aceto, cuneese che per la Caritas ha avuto la possibilità di viaggiare e capire cosa producono le guerre e ora anche membro del Movimento per la democrazia in Europa.

e)  Grazie alla Caritas avremo con noi per una settimana la Mostra: IN FUGA DALLA SIRIA Se fossi costretto a lasciare il tuo paese cosa faresti?. Questa mostra è stata realizzata da il   Granello di Senapa (Reggio Emilia), coordinamento diocesano per l’educazione e la formazione alla mondialità, al servizio e alla relazione. Consta di 14 grandi pannelli con storie e testimonianze più 46 altri pannelli a forma di libro per un viaggio a cui si è condotti.

Si tratta di uno story game durante il quale allo spettatore viene chiesto di mettersi nei panni di un migrante che si trova a dover fuggire dal proprio paese; leggendo alcuni pannelli ci si troverà di fronte a delle scelte e si verrà indirizzati a seguire un certo percorso a seconda delle decisioni prese.

Per la realizzazione di questa modalità di gestione della mostra, il Granello di Senapa predispone una formazione a tutti gli animatori che accompagneranno la mostra, nella quale verranno condivise le modalità di gestione, le attenzioni e le strategie per superare eventuali criticità. Questa formazione noi la faremo il venerdì 16 marzo dalle 14 alle 17 con due membri del Granello di Senapa.

Questa mostra sarà aperta nei giorni stabiliti al mattino e al pomeriggio per gruppi di studenti dalla 4 superiore in su e per gruppi giovani/giovanissimi e adulti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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